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Rivoluzione sostenibile in cucina

frutta + verdura = zero scarto alimentareEcco il decalogo di @LiscaLisca (nick di Lisa Casali) per dare inizio alla nostra rivoluzione sostenibile in cucina e ridurre così gli sprechi e il nostro impatto sull’ambiente.

  1. Acquistare il giusto: bisogna sempre preparare la lista della spesa e acquistare solo ciò che siamo certi di riuscire a consumare. Poi ovviamente tra le corsie del supermercato dobbiamo metterci del nostro per resistere alla tentazione delle super-offerte! Un altro consiglio è acquistare prodotti sfusi: in questo modo possiamo sia capire se sono davvero freschi sia ridurre gli imballaggi.
  2. Conservare al meglio. Ogni prodotto deve essere conservato secondo certe regole: impariamo a stare attenti alla luce, alle temperature, ai contenitori che usiamo. Ottimi sistemi di conservazione sono ad esempio il sottovuoto e l’essiccazione. E affidiamoci al nostro naso per verificare la bontà di un prodotto, al di là della data di scadenza.
  3. Cucinare “quanto basta”: è raro avere a tavola un esercito da sfamare! Cerchiamo quindi di preparare il numero di porzioni che intendiamo consumare. Ricordiamoci di non eccedere con le proteine.
  4.  
    Plumcake dagli scarti della spremuta: 0% spreco alimentare

  5. Ridurre a zero gli sprechi. Lo sai che più del 90% degli scarti di frutta e verdura sono commestibili? Insomma, tolte le bucce di patate, tutto il resto si può e si deve mangiare senza problemi: basta uscire dalla routine e dare sfogo alla fantasia. Cestini di pane con crema di foglie di carciofo, plumcake di scorza di arancia, lasagne o “tagliatelle” fatte con la parte verde del porro, creme dalla buccia della zucca e germogli freschi dai suoi semi!
    Dalla mentalità “zero-sprechi” ne traggono sicuro vantaggio salute, ambiente e portafoglio.
  6. Autoprodurre il più possibile. Sappiamo cosa sono tutti quegli additivi che ci sono nell’elenco degli ingredienti? Pensa che più della metà di quello che compri può essere agevolmente autoprodotta senza passare troppo tempo ai fornelli.
  7. Risparmiare acqua ed energia. Hai mai pensato di usare la lavastoviglie per cucinare? E riempire così quegli spazi vuoti che sono rimasti? @LiscaLisca ci ha provato e ne è venuto fuori un libro di ricette, dove si scopre che il lavaggio “eco” si rivela un prezioso alleato di arrosti e roastbeef! Ovviamente bisogna mettere la carne in contenitori sottovuoto (la bontà del sistema è stato testato da esami di laboratorio).

Per contenere il nostro impatto ambientale è opportuno ridurre il consumo di carne (mangiarla al massimo 2 volte a settimana) e di pesce, rispettando la stagionalità e la taglia.
La carne di bovino ad esempio è quella a maggior impatto ambientale. In generale è importante non acquistare carne proveniente da allevamenti intensivi e favorire i i piccoli allevatori biologici e biodinamici.

Si devono anche evitare il più possibile tonno, pesce spada, salmone, merluzzo, branzino, orata (il cui mercato non è sostenibile). E scoprire “nuove” specie: sgombro (al posto del tonno), palamita (egregio sostituto di tonno e pesce spada), carpa (al posto del salmone), occhiata o pagello (anziché branzino e orata).

Sei pronto a cambiare le tue abitudini e a dare inizio alla tua rivoluzione sostenibile in cucina?
 

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